di Marco Forti
continua dal post precedente…
Parlando di Taoismo è importante distinguere tra Taoismo filosofico e Taoismo religioso
Il Taoismo filosofico nasce, come già accennato, attorno al sesto secolo a.C., ed è rappresentato dalle opere di tre grandi filosofi: Lao-Zi (Lao-Tzu), autore del celeberrimo Dao De Jing (Tao Te Ching), Zhuang-Zi (Chuang-Tzu) e Lie-Zi (Lieh-Tzu).
Il Taoismo religioso o popolare, sviluppatosi in seguito ad una sorta di volgarizzazione dei principi filosofici, apparve sotto la dinastia degli Han (206 a.C. – 220 d.C.) con la nascita di alcune sette, tra le quali la più famosa fu quella dei “Turbanti Gialli”. Guidata dal visionario Zhang Jiao che facendo leva sui principi filosofici del Taoismo guidava le masse contadine affamate e desiderose di un ordine nuovo contro il potere politico dell’epoca. I ribelli furono però annientati dall’efficiente macchina statale che ristabilì l’ordine soffocando la rivolta nel sangue. Col passare degli anni la chiesa taoista si consolida con le sue strutture gerarchiche opposte a quelle buddhiste e confuciane. A capo della chiesa taoista vi è il maestro celeste; fioriscono una pletora di divinità eterogenee, organizzate gerarchicamente, come i protettori di mestieri e dei fenomeni atmosferici, gli spiriti degli elementi della natura, le anime di cimiteri, luoghi, guadi, strade, i demoni, le anime degli impiccati, degli annegati e degli antenati, eccetera…
Da ciò appare chiaro il progressivo allontanamento del Taoismo religioso dal Taoismo filosofico originario.
L’obiettivo del Taoismo filosofico è quello di raggiungere uno stato di perfetta armonia con il mondo naturale, uno stato che si acquista attraverso pratiche volte alla piena identificazione e riunificazione con il Dao.
Infatti, con il passare dei secoli i taoisti misero a punto tecniche complesse per la purificazione della mente e del corpo con l’ideale intento di raggiungere “l’immortalità nel corpo”.
Immortalità intesa come purificazione del corpo dal decadimento attraverso pratiche specifiche quali tecniche di concentrazione mentale e meditazione connesse con esercizi respiratori per la circolazione del Qi (Qi Gong). Essi impararono inoltre ad utilizzare erbe medicinali per promuovere e preservare la vitalità. Allo stesso scopo furono studiati speciali esercizi ginnici per la salute del corpo tra i quali si ricordano gli esercizi dei cinque animali sviluppati dal medico taoista Hua-To sulla base dell’osservazione dei movimenti della tigre, dell’orso, del cervo, della scimmia e della gru.
A tal proposito si parla spesso di «alchimia», suddivisa in alchimia esteriore (wai-dan) utilizzata per realizzare elisir, droghe e medicinali erboristici destinati soprattutto a prolungare la vita umana e alchimia interiore (nei dan) che utilizza tecniche di meditazione e di respirazione durante le quali l’Essenza o Jing (in pratica l’energia sessuale e l’energia ottenuta dalla digestione dei cibi), viene raffinata nel Dan Tien, tramite la respirazione, in Energia Interna (Qi) e questa a sua volta viene raffinata in Energia Spirituale o Mentale (Shen).
Basilare per il Taoismo è il concetto ben ripreso secoli dopo dal filosofo francese Montesquieu nella celebre frase “On ne peut pas forcer la nature qu’obéissant à elle”2; la natura non deve essere alterata dall’azione umana e per questo il taoismo predica il wu wei, il “non agire”, in tutti i campi, compreso quello politico, non lasciandosi turbare né dai mutamenti né tantomeno dalla morte..
fine seconda parte …